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Mobb Deep al Monk Roma

Sold out di prammatica per questo ritorno nella Capitale – la volta precedente fu, se non andiamo errati, nel 2015 – di uno dei punti fermi dell’hip hop anni 90, i Mobb Deep dal Queens, NYC (anche se del duo originario è rimasto solo Havoc dopo la prematura scomparsa di Prodigy, ora sostituito dall’affiliato Big Noyd).

L’occasione è il trentesimo anniversario di THE INFAMOUS, disco seminale fatto di atmosfere cupe e dark, beat ossessivi e rappate crude e aggressive, variante Grande Mela del gangsta. Dopo un introduttivo dj set per scaldarsi, DJ L.E.S. apre le danze e Havoc e Noyd alternandosi al microfono come un meccanismo a orologeria danno vita a un hip hop party trascinante e avvincente, di quelli che non capita spesso di vedere dalle nostre parti.

Scorrono classici imperituri come Survival of The Fittest, Shook Ones e Temperature’s Rising, intervallati da shoutout a numi tutelari come Nas e Prodigy oltre che, naturalmente, al “loro” borough del Queens. E risuona anche di tanto in tanto l’incitamento a “raise your hands in the air and wave’em like you just don’t care” volto a coinvolgere un pubblico che, in verità, è comunque già gasato di suo (senza alcuna visibile differenza tra chi li segue dagli esordi, coloro che li hanno già visti svariate volte e quanti non erano invece nemmeno nati ai tempi di THE INFAMOUS, HELL ON EARTH e MURDA MUZIK) e che balla e si dimena dall’inizio alla fine.

In sintesi: un’ora e mezzo di show per un paio di dozzine di brani, tra cui un paio nuovi di zecca, a confermare i rumoursecondo cui questi Mobb Deep 2.0 (Prodigy-less) dovrebbero ripresentarsi a breve sul mercato discografico.

Chi non c’era si è senz’altro perso qualcosa: le rare volte che gli dei del “vero” hip hop si degnano di calare quaggiù da noi, non rispondere alla chiamata equivale a una sorta di peccato mortale.

 

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